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Storia dell'intarsio

E' definito intarsio quel procedimento decorativo con il quale si riesce a fissare in supporti appositamente preparati sottili lamine di materiale vario (per lo più pregiato): legno, marmo, pietre preziose, avorio ed altro.

Esempio di intarsio ci sono giunti dalle civiltà antiche :nel periodo ellenistico molto diffuso fu l'intarsio per la decorazione di pareti e pavimenti: nella grande Roma l'intarsio assurse ad arte particolarmente apprezzata : con frammenti e lettere di marmo colorato venne utilizzato per realizzare addirittura vivaci decorazioni con motivi geometrici.

In Italia l'intarsio del legno si espanse dal XIV al XVI secolo (nella seconda metà del secolo XV la lavorazione artigianale del legno ebbe la sua massima espressione grazie all'apparire di veri artisti il maggiore dei quali pare debba considerarsi, secondo il Vasari, Fra Giovanni da Verona).

Da Siena a Firenze e quindi in molte città  dell' Italia settentrionale si hanno esempi di intarsio di buon gusto. Meritano senza dubbio considerazione sia per il disegno (del Lotto) che per la tecnica di attuazione (Gian Franco Capoferri con il figlio Tonino ed il fratello Pietro) gli stalli di S. Maria Maggiore a Bergamo (dal 1524 al 1530).

In terra di Francia l'intarsio ebbe molto seguito ma si deve ritenere che nessun maestro forse riuscì ad impreziosire questa arte come Giuseppe Maggiolini che operò a Milano nell'ultimo quarto del secolo   XVIII. Egli usò solamente legni colorati naturali fatta eccezione per gli "azzurri" e i "rosa" pallido che egli ricavava immergendo lamine di platino verde in apposite tinture.